Una lotta millenaria contro un ambiente ostile che la erode dalle fondamenta. Civita di Bagnoregio è uno scrigno prezioso che custodisce 2500 anni di storia e oggi si propone per essere accolto tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Fondata dagli etruschi, dopo varie dominazioni, acquista il suo straordinario aspetto nel Medioevo, quindi si arricchisce nel Rinascimento e infine giunge fino a noi immutata, come una time capsule. Civita di Bagnoregio è uno scrigno prezioso che custodisce 2500 anni di storia.

Un viaggio nel tempo che lotta contro un ambiente ostile, costantemente minacciato dall’erosione naturale del tufo su cui poggia, tanto da aver fatto conoscere questo gioiello della Tuscia, in provincia di Viterbo, al confine con Umbria e Toscana a due passi dal lago di Bolsena, come la “Città che muore”. E invece, non solo vive, rappresentando una straordinaria testimonianza di resilienza, ma si rilancia e oggi è in lista per essere accolta tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Arroccato al centro della Valle dei Calanchi, è un paese incantato con le sue case basse, i balconcini fioriti e le scalette esterne. Talmente onirico che ha ispirato il più grande disegnatore e sceneggiatore di anime, Hayao Miyazaki. La sua visionaria opera Laputa - Castle in the sky parte proprio dalle suggestioni di questo borgo, che sembra dimenticato dal tempo.

Nel suo glorioso passato, il centro abitato era più grande, ma frane e terremoti hanno sgretolato palazzi, torri e antiche porte d’ingresso. Nel periodo di massima magnificenza ce ne erano ben cinque, ne rimane una soltanto: Porta Santa Maria detta anche “della Cava”, unico accesso al borgo alla fine dell’incredibile ponte, divenuto un vero simbolo.

Per accedere al centro di Civita i visitatori devono pagare una piccola tassa di entrata (5 euro) che permette all’amministrazione comunale di compiere i lavori di restauro e stabilizzazione. Un tema così sentito che nello splendido Palazzo degli Alemanni si può visitare l’interdisciplinare Museo geologico e delle frane: geologia, sismologia, archeologia, per comprendere il particolare rapporto tra Civita e il suo equilibrio così delicato.